Carta dei vini: 6 consigli per vendere meglio
Una carta dei vini mal strutturata costa denaro: scorte immobilizzate, vendite perse, clienti che ordinano sempre la stessa bottiglia banale senza ricordare davvero il vostro locale. Una carta ben strutturata è un fattore chiave per aumentare i margini, fidelizzare i clienti e migliorare la reputazione.
Ecco sei consigli pratici per trasformare la vostra cantina in un punto di forza.
1. Riducete la vostra carta dei vini, non la qualità
Più il menu è lungo, più è difficile da gestire: turni imprevedibili, rischio di sprechi, scorte inutilizzate. Un menu troppo lungo crea inoltre confusione nel cliente. Troppa scelta, meno decisioni.
Una selezione di 15-20 etichette ben ponderate, organizzata secondo una logica chiara (regioni, stili, fasce di prezzo), è più efficace di un elenco di 80 etichette senza una struttura coerente. In questo modo potrete gestire meglio le vostre scorte, i vostri camerieri conosceranno meglio i vini e i vostri clienti si orienteranno più facilmente.
2. Organizza il menu in base alla tua cucina, non il contrario
La carta dei vini deve essere in sintonia con il vostro menu, non esistere parallelamente ad esso. È qui che la collaborazione con un buon consulente assume tutto il suo significato: non si tratta di scegliere denominazioni da un catalogo, ma di trovare vini che si sposino perfettamente con ciò che cucinate.
La vostra cucina è incentrata sul pesce e sui prodotti del mare?
Possiamo consigliarvi un Muscadet sur lie di un viticoltore della Loira che ha atteso tre anni prima di imbottigliarlo: teso, salino, perfetto per ostriche e capesante. Oppure un Picpoul de Pinet dal profumo di limone candito che esalta le note iodate nel piatto. Preparate carni in salsa, stufati di lunga cottura, selvaggina autunnale? Un Morgon di un viticoltore che vende direttamente, corposo e teso allo stesso tempo, o un rosso della Valle del Rodano affinato in giara, farà ben più che accompagnare il piatto.
Per approfondire l'abbinamento tra cibo e vino, la nostra guida «Cosa bere con...» copre un'ampia gamma di piatti con suggerimenti concreti.
Alcuni viticoltori con cui collaboriamo spingono ancora oltre i propri metodi: vinificazione in anfore interrate, affinamento sott'acqua, vitigni ormai quasi scomparsi. Queste bottiglie non sono semplici curiosità da bancone. Sono argomenti di conversazione, e i vostri clienti se ne ricordano.
3. Servire il vino al bicchiere
Il vino al bicchiere è spesso il primo contatto che un cliente ha con la vostra selezione. È anche in questo caso che potete ottenere i margini migliori e la massima flessibilità per far scoprire i vostri prodotti.
Proponete da 4 a 6 etichette al bicchiere, rinnovate regolarmente. Evitate di limitare questa selezione ai vini di fascia bassa: un buon vino al bicchiere a 8-10 euro si vende bene, soprattutto se il vostro cameriere sa descriverlo con due frasi. Un «Vin de France» prodotto da un viticoltore biologico, vinificato senza aggiunta di solforosa, può diventare il vino di cui i vostri clienti parleranno una volta tornati a casa.
4. Includere le bevande analcoliche, senza metterle in secondo piano
La domanda di alternative analcoliche sta crescendo rapidamente, e non solo tra gli automobilisti o le donne incinte. Anche i clienti che di solito bevono vino a volte desiderano trascorrere una serata senza vino, senza però accontentarsi di un'acqua frizzante.
Questo segmento merita un'offerta di qualità: prodotti selezionati con cura, dealcolizzati a freddo per preservarne gli aromi, con la stessa attenzione che dedichi alla scelta del resto del menu. Bastano una o due proposte ben selezionate per coprire questa categoria. L'importante è che non si tratti di una soluzione di ripiego, ma di un'offerta di qualità che i tuoi camerieri sappiano presentare con competenza.
5. Puntare sul magnum
Il magnum (150 cl) è una risorsa sottovalutata nel settore della ristorazione. Si presta ai ristoranti di alto livello, ai compleanni, ai pranzi di lavoro, ma anche a qualsiasi tavolata che voglia rendere speciale l'occasione. Si vende in quantità minori rispetto alla bottiglia standard, ma offre un'esperienza a sé stante: il gesto a tavola, la convivialità e, spesso, una foto.
Avere in cantina due o tre magnum di vini di produttori-viticoltori, ben selezionati e ben messi in evidenza nella carta dei vini, è una scelta che ripaga ampiamente il suo costo.
6. Lavorare a stretto contatto con i viticoltori che producono direttamente il proprio vino
Lavorare direttamente con i viticoltori-produttori significa avere accesso a cuvée che la distribuzione tradizionale non offre e a una storia da raccontare in sala. Ristoranti come OKKO Hôtels, Monbleu o Paris New York hanno costruito la loro carta dei vini seguendo questa logica, ciascuno con un posizionamento diverso. Da Les Grappes Pro sono disponibili oltre 5.000 referenze provenienti direttamente dalle tenute, combinabili in lotti da 36 bottiglie, con un consulente dedicato che vi accompagnerà nella selezione.
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