Etichettatura del vino 2023: impatti e cambiamenti significativi
Comprendere la normativa sull'etichettatura del vino del 2023
La riforma dell'etichettatura dei vini, frutto di diversi anni di discussioni, è entrata in vigore l'8 dicembre 2023. Tale riforma impone che i vini, siano essi confezionati in bottiglie, in sacchi flessibili (BIB) o venduti sfusi, riportino il loro valore nutrizionale e l'elenco degli ingredienti. L'obiettivo è quello di allineare le informazioni fornite sui vini a quelle degli altri prodotti alimentari, garantendo così una maggiore trasparenza per i consumatori.
L'elenco degli ingredienti potrà essere riportato in formato digitale e la dichiarazione nutrizionale potrà limitarsi al valore energetico, a condizione che le informazioni complete siano accessibili online. Il settore vitivinicolo si sta orientando verso l'uso di codici QR sulle bottiglie. I vini prodotti ed etichettati prima dell'8 dicembre 2023 non saranno soggetti a questi nuovi obblighi e potranno essere commercializzati fino all'esaurimento delle scorte.
Perché questa riforma proprio adesso?
Questa misura mira a fornire ai consumatori informazioni complete e trasparenti su ciò che consumano, in linea con le attuali aspettative in materia di conoscenza dei prodotti alimentari. Essa risponde a una crescente richiesta di trasparenza e responsabilità nel settore agroalimentare.
Quali additivi saranno indicati sulle etichette?
Nel contesto della viticoltura convenzionale sono ammessi fino a 47 additivi sintetici. Questi additivi comprendono lieviti per stimolare una fermentazione lenta, acidi per acidificare il vino, tannini per conferirgli corpo, o ancora trucioli di rovere per ottenere un gusto legnoso senza ricorrere alle botti. Tra gli additivi più comuni, autorizzati anche nell'agricoltura biologica e biodinamica, si trovano l'albume d'uovo (o albumina) e lo zolfo (o solfiti).
L'albume viene utilizzato per chiarificare il vino e liberarlo dai residui di feccia; viene eliminato prima dell'imbottigliamento. Lo zolfo, invece, stabilizza il vino e lo protegge dall'ossidazione.
Cosa cambia per i professionisti
Gli esperti del settore vinicolo sottolineano la complessità dell'etichettatura del vino, poiché gli ingredienti possono variare a seconda delle annate, degli assemblaggi e delle scelte dei produttori. Il vino, essendo un prodotto vivo, può richiedere l'aggiunta di ingredienti e additivi per preservarne le qualità. Queste aggiunte possono variare anche all'interno di una stessa annata (a seconda delle modalità di trasporto (esportazione), ad esempio per garantire la conservazione del vino durante il trasporto), rendendo talvolta difficile l'etichettatura diretta sui contenitori.
Per garantire un'informazione affidabile, sarà necessaria una tracciabilità accurata degli ingredienti, dal raccolto all'imbottigliamento.
L'impatto sui comportamenti di acquisto
Le aspettative dei consumatori e la loro percezione del vino cambieranno? Come reagiranno quando scopriranno il nome di alcuni ingredienti? Assisteremo a un'ascesa dei vini naturali o biodinamici, le cui liste di ingredienti sono più brevi? È ancora un po' presto per dirlo.
Altri mercati più maturi ci fanno comunque pensare che questo cambiamento richiederà molto tempo per affermarsi e che la semplice indicazione degli ingredienti non basterà a modificare le aspettative dei consumatori.
Nel settore cosmetico, ad esempio, l'elenco degli ingredienti INCI, reso obbligatorio a livello europeo nel 1998 per tutti i prodotti, non ha in realtà cambiato granché nei primi 15 anni. Si è dovuto attendere che i marchi biologici si posizionassero in questo segmento e puntassero su una strategia di comunicazione che criticava l'industria tradizionale perché il consumatore iniziasse a interessarsi agli ingredienti.
Applicazioni come Yuka hanno notevolmente accelerato il processo, offrendo ai consumatori una guida semplificata e di facile comprensione, inizialmente nel settore alimentare e successivamente in quello cosmetico.
Nel settore alimentare, l'impatto sui produttori si è rivelato significativo, costringendoli molto spesso a modificare le loro ricette e i loro processi industriali per soddisfare la nuova esigenza di naturalità dei loro clienti. Si ricorda in particolare la campagna pubblicitaria di Liebig che ringraziava i propri clienti per «aver fatto crescere le sue zuppe», facendo ammenda per le pratiche del passato.
La nostra posizione su questa riforma
Noi di Les Grappes sosteniamo questa iniziativa volta a garantire una maggiore trasparenza: essa è in linea con le profonde aspirazioni dei consumatori nel 2023, che desiderano sempre più sapere cosa consumano e poter scegliere tra le diverse alternative in base a criteri oggettivi.
Siamo convinti che questo passo avanti sarà vantaggioso per il mercato, consentendo al settore vitivinicolo di allinearsi agli standard del resto dell'industria agroalimentare e di essere così percepito come più moderno.
Noi di Les Grappes sottolineiamo tuttavia la necessità di educare i consumatori, fornendo loro gli strumenti per interpretare correttamente queste informazioni: la presenza di additivi non mette in discussione la naturalezza del vino.
È fondamentale comprendere che questi additivi, spesso presenti in piccole quantità, servono a proteggere e a migliorare il vino. Sarà quindi fondamentale dedicare del tempo a spiegare questo aspetto ai consumatori o fornire loro indicazioni semplificate, ma oneste e trasparenti, per aiutarli nella scelta.
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