Volnay

Il Volnay proviene dal villaggio di Volnay, come suggerisce il nome, e vanta una Denominazione di Origine Controllata. I 220 ettari di vigneti si estendono su terreni calcarei ed esposti al sole nascente, con una produzione annua di 9.700 ettolitri. Il clima è temperato oceanico con una tendenza continentale. È classificato tra le denominazioni comunali…

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Biografia
Bottiglia di vino Volnay 1er Cru Les Brouillards 2023 della tenuta Domaine Jessiaume
Volnay 1er Cru Les Brouillards 2023
Tenuta Jessiaume
Volnay 1er Cru Les Brouillards 2023
Rosso Volnay75 cl2023
Bottiglia di vino Volnay 2023 della tenuta Domaine Cauvard
Volnay 2023
Tenuta Cauvard
Volnay 2023
Rosso Volnay75 cl2023

Volnay

Il Volnay prende il nome dal villaggio di Volnay, come suggerisce il nome stesso, e vanta una Denominazione di Origine Controllata. I 220 ettari di vigneti si estendono su terreni calcarei ed esposti al sole nascente, con una produzione annua di 9.700 ettolitri. Il clima è temperato oceanico con una tendenza continentale. È classificato tra le denominazioni comunali del Vignoble de la Côte de Beaune. Gli appezzamenti sono coltivati quasi esclusivamente a Pinot Nero, un vitigno molto sensibile alla peronospora. Ne risultano vini colorati, ricchi e mediamente tannici. Il Volnay ha piuttosto l’immagine di un vino delicato, in confronto al Pommard, soave e sottile: il vino rosso più raffinato della Côte de Beaune. L’affinamento di questo vino dura dai 12 ai 24 mesi. Ne risulta un vino dal colore rosso piuttosto netto che si scurisce con il tempo. Generalmente può essere conservato tra i 3 e gli 8 anni. Al naso si percepiscono profumi leggeri, fruttati e floreali; si può avvertire l’odore di violetta, aroma classico dei vini di Borgogna. Il Volnay mantiene le promesse con un palato leggero e fruttato, un vino soave. Per quanto il Volnay sia una piccola area geografica, la denominazione è suddivisa in 30 climat, tra cui Premiers Crus e denominazioni Village. Per la cronaca, nel 312 furono piantati i primi vigneti nella Côte d’Or dopo che la loro coltivazione era stata vietata per non fare concorrenza ai vini italiani. Nel 1910 i vigneti subirono gravi danni a causa della peronospora.